Cantata del Sig. Baron d’Astorga

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13373
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 155-162v (olim 1-8v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Cantata erroneamente attribuita dal copista a Benedetto Marcello.

A c. 155 in basso a destra indicato "P 8"

Descrizione analitica

1.1: (aria, Re maggiore, C)
Torna Aprile e l’aure scherzano
2.1: (recitativo, mi minore, C)
S, Ride la terra, e il cielo, il mare, il prato
3.1: Andante (aria, La maggiore, C)
S, Se Zefiro spira

Trascrizione del testo poetico

Torna Aprile e l’aure scherzano
Ride ogn’erba ed ogni fior
Ogni Augello a la sua cara
Dice t’amo et ella a gara
Tra le frondi gli risponde
Con un grato mormorio
T’amo anch’io cor del mio cor.

Ride la Terra, e il Cielo, il Mare, il Prato,
E i fiori ardon di nuovi Amori.
Io solo oh Dio sconsolata rimango
Et all’altrui gioir sospiro e piango.
Sì sì già torna Aprile
Ma tu mio ben non torni e pur tu sai
Che non posso soffrire
Di star da te lontana e non morire.
Deh ti sovvenga infido
Che mi giurasti cento volte, e cento
Che fin tanto che spento
Non fosse il viver tuo saresti mio,
Ma tu pur vivi, e tua più non son io.
Tra i piaceri tra i diletti
Della nuova stagion tal ora almeno,
Ricordati o crudel che sempre io peno

Se Zefiro spira
intorno al tuo sen
Dì pur che sospira
quest’alma vien men.
S’avvien che nell’onda
Il sole s’asconde
Rimira ch’esangue
La rosa si sfiora
Poi dì che m’adora,
Così sempre langue
Lontan dal suo ben
S’avvien che t’asconda
Il sole s’asconda.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (dalla scheda superiore)
Segnatura
33.3.30 (olim Cantate 30)/27

Immagini

Repertori bibliografici

Ladd 1982: n. 196, p. 314

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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