Del Sig.re Iacopo Peri
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Si tratta delle strofe centrali di "Iole lusinghiera" (Incipit Da l'impero di Giove) contenuto nella sezione "Recitativi" delle Poesie del Sig. Andrea Salvadori (Roma, 1668)
NB VERIFICA PROBABILE CONCORDANZA I-Rc
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Uccidimi dolore e qui mi veggia
L’idolo mio spietato
Per soverchio martire
Innanzi a lui morire
Alcide Alcide ingrato
Come puoi far partita
Come lasciar quel volto
Che chiamavi tua vita
Come lasciar Iole
Che chiamavi tua gioia Anima e sole
Uccidimi dolore e qui mi veggia
l’idolo mio spietato
Per soverchio martire
Inanzi a lui morire
Ohimè se pur tu m’ami oh Dio
Perché poter lasciarmi
Per che per van desio
Seguir battaglie ed armi
E così fido cor porr’in oblio
Alcide Alcide mio.
Dunque stimi men caro
Questo soave laccio
Onde ti stringe il sen cortese amica
Che l’adirato braccio
Di barbara nemica
E stimi men graditi
dispietato che sei
Delli sdegni di Marte i baci miei.
Ahi ch’io creder non voglio
Che il gran re delli dei
Ad infamar ti mandi
Contro debile donna i tuoi trofei
O spettacolo altero
O degno delle stille
Superbissimi vanti
Veder pugnar contro una donna imbelle
Il domator de mostri e de giganti
Più tosto ohimè più tosto
Credo che di me satio e d’altri acceso
Ti voglia o disleal da me partire
Per far delle mie gioie altra gioire.
Ma vanne pur crudele
Segui novelli amori
Lascia regina amante
Sprezzar cor sì fedele
Vanne ch’io giuro al cielo
S’oggi non è bastante
L’infinito martir a darmi morte
Giuro per questo seno
Passar il ferro e contentarti a pieno.
Deh perché mai ti vidi
Perché per mia sventura
Venisti o falso amante in questi lidi
Perché già mai ti diedi
Il mio pudico fiore
La real honestà la vita e’l core
Vanne ch’io ti maledico
Il foco che m’accese
il laccio che mi strinse
Maledico l’Amor ch’io t’ho portato
La tua perfidia e’l mio perverso fato
Deh perdona o mio bene
Se contro te m’adiro
Lassa vaneggio nel crudel martirio
E non so quel ch’io dica in tante pene
Asprissimo dolore
Asprissimo tormento
Già tutto al cor ti sento
Già mi dividi il core
Vivi mio ben contento
E sappi che morendo anco t’adoro
Misera io manco io moro.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore