Cantata Del Sig.r Pergolese
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Chi no ode, e chi no vede
Le mie voci e il mio sembiante
Non saprà d'un core amante
Quanta sia la fedeltà. (Per 4 volte)
Mal comprende e non lo crede
Dove giunga il mio martire
Chi no giunge anco a soffrire
Di costei la crudeltà
Di costei parlo a qui natura,
E amore solo per mio dolor
Per mio rispetto
Armò di rabbia il petto
Tal che sprezzai sospiri
E le querele non cura il pianto,
E ride alle mie pene
Ah perché no poss’io
Vincer del core l'ostinato
No che mi da morte
E di lei che nemica
È di pietade seguendo il rio costume
Cangiar gl’affetti in odio e crudeltade
Tu dovresti amor tiranno
O scemare in me l’affanno
O addolcire il suo rigore
O addolcire il suo rigor
Ma dove io mi rivolgo, e donde attendo
Benché scarso ristoro, alle mio martire
Se la bella infedel che m’innamora
Per cui così mi strazia e m’addolora
Miseri affetti miei
Barbara sorte tiranno amor
Se incrudelir ti piace
Raddoppia i colpi
Ad affrettar la morte
Ch’io privo di speranza
Temer no so
Ma cerco con costanza
Da morte sol mia vera ultima pace.
Cadrò contento dal duomo oppresso
Se il duolo istesso
Se il mio tormento
Se il tuo vigore rigore cadrà con me.
Così di Nice quel core ingrato
Sarà placato godrà per me.
Collocazione
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore