Me lo volete dire

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13163
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
1 partitura (c. 36r-41v)
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Titolo dall'incipit testuale. Capolettera ornata.

SBN e RISM A II, ingannati dai piccoli capolettera posti all'inizio dell'arioso «Degl’occhi vostri il favellare ignoto» e dell'aria «So ben ch’al mio core», dividono questa cantata in tre composizioni distinte (cfr. SBN: MSM0117601 e RISM A II: 850714545).

La medesima intonazione è presente in F-Pn, Mus. Rés. Vmf ms. 20 dove è attribuita a Mario Savioni e in V-CVbav, Chigi Q.IV.2 con attribuzione a Giuseppe Corsi e data di composizione fissata al 1659.

Esistono altre due intonazioni dello stesso testo poetico: una testimoniata in I-Nc 33.5.16 (anonima e per soprano) e in  D-Mbs Ms 1527 (per voce di basso) e un'altra testimoniata in I-PS B.290 1 (anonima).

Descrizione analitica

1: (aria-refrain, Sol maggiore, C)
Me lo volete dire
2: (arioso, Sol maggiore, 3)
Degl’occhi vostri il favellare ignoto
3: (aria, mi minore, C)
Se le luci lusinghiere
4: (aria-refrain, Sol maggiore, C)
Me lo volete dire?
5: (aria, Sol maggiore, C 6/4)
So ben ch’al mio core
6: (recitativo, C)
Fate almeno ch’io comprenda
7: (aria-refrain, Sol maggiore, [C])
Me lo volete dire

Trascrizione del testo poetico

Me lo volete dire
Se mi amate o non m’amate?
Risolvetevi, parlate,
Fate ch’io sappia almen s’ho da morire!

Degl’occhi vostri il favellare ignoto
No, no, non è palese a me
Poich’il mio core
Astrologo non è
Ch’intender possa delle stelle il moto.

Se le luci lusinghiere
Hor cortesi et hor severe
Verso me voi raggirate
S’hor contenti promettete,
S’hor le gioie mi negate,
Dite voi come volete
Ch’io mi possa mai capire.

Me lo volete dire
Se mi amate o non m’amate?
Risolvetevi, parlate,
Fate ch’io sappia almen s’ho da morire!

So ben ch’al mio core
Le vostre pupille
Avventan faville,
Ma non so se di sdegno o pur d’amore.

Fate almeno ch’io comprenda
Di qual foco ogn’hora ardete,
Acciò poi da me s’intenda
Già che morto mi volete
Di che morte ho da morire.

Me lo volete dire
Se mi amate o non m’amate?
Risolvetevi, parlate,
Fate ch’io sappia almen s’ho da morire!

Collocazione

Biblioteca
I-Vc — Venezia, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "B. Marcello" (dalla scheda superiore)
Fondo
Correr
Segnatura
Busta 1.12/7

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

Nella stessa raccolta