Scheda n. 13162

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica manoscritta

Data

Data incerta, 1650-1700

Titolo

Del Sig.r | Carlo dal | Violino

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Caproli, Carlo (1614-1668)

Fa parte di

Cantate e ariette (n. 13156/6)

Descrizione fisica

1 partitura (c. 29r-35r)

Filigrana

Note

Titolo dall'incipit testuale (manca la prima lettera).

SBN e RISM A II, ingannati dal piccolo capolettera posto all'inizio dell'aria «Stanchi di tormentarmi» e dal cambio di copista tra c. 30v e c. 31r, dividono questa cantata in due composizioni distinte (cfr. SBN: MSM0117601 e RISM A II: 850714545). La mancanza del consueto segno posto al termine delle composizioni e la presenza di un custos alla fine dell'aria «Impatiente è già di più penar così», oltre l'indicazione «P.a» collocata al suo inizio (non avrebbe senso se con essa si chiudesse la composizione) e la ricorrenza del refrain, sono elementi che certificano senza possibilità di errore che si tratta di un'unica cantata. 

Titolo uniforme

Organico

Soprano e continuo

Repertori bibliografici

Descrizione analitica

1: (aria-refrain, sol minore, C)
Hanno da durar più
2: (Aria , sol minore, C 3/2)
Impatiente è già di più penar così
3: (Aria , sol minore, 3/2)
Stanchi di tormentarmi
4: (aria-refrain, sol minore, C)
Hanno da durar più
5: (Aria , sol minore, C 3/2)
Già le pene m’abbandonano
6: (Aria , sol minore, C)
Più di pianto non s’aspergono
7: (Aria , sol minore, C 3/2)
Che ’l sospirar e ’l lagrimar non giova
8: (aria-refrain, sol minore, C)
Hanno da durar più

Trascrizione del testo poetico

Hanno da durar più
I miei penosi guai?
Dite, parlate, su,
Se finiranno mai.

Impatiente è già di più penar così
Per la vostra beltà
L’alma che mille pene ogn’hor sofrì.

Stanchi di tormentarmi
Son gl’istessi tormenti,
Già depongono l’armi
Impietositi al suon de’ miei lamenti,
Solo il vostro rigor stanco non fu.

Hanno da durar più
I miei penosi guai?
Dite, parlate, su,
Se finiranno mai.

Già le pene m’abbandonano,
Già mi lasciano i martiri
E i miei languidi sospiri
Già per l’aria non risuonano.

Più di pianto non s’aspergono
Le mie ciglia inhumidite
Sono affatto inaridite
Più nel duol non si sommergono.

Che ’l sospirar e ’l lagrimar non giova
Mentre pietà non trova
Mia fida servitù.

Hanno da durar più
I miei penosi guai?
Dite, parlate, su,
Se finiranno mai.

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Vc - Venezia - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "B. Marcello"
fondo Correr
collocazione Busta 1.12/6

Scheda a cura di Ivano Bettin
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