Cantata del Sig.re Attilio Ariosti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13125
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Germania
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 233-239
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, C)
Non torni mai quella funesta notte
2.1: Largo (aria, si minore, c)
Il maggiore de' danni miei
3.1: (recitativo, C)
Deh fosse vano il sogno
4.1: Presto (aria, Sol maggiore, 12/8)
Se men temere cara deggio amarvi

Trascrizione del testo poetico

Non torni mai quella funesta notte
In cui dormendo vidi
La vaga mia altrui languirsi in braccio.
Allor, allora in mai vergogna e scorno
Tutte le stelle ree scorsero in cielo,
Ahi quanto pianse il core a questa vista
Quanto il seno bagnai, quanto le piume,
Ma sorto in Oriente il primo lume
Sollecito timore
Frutto de’ sonni miei
M’emp[ì] l’anima tutta e lo credei.

Il maggior de’ danni miei
Il mio credere si fe’.
E il più dolce di sua calma
L’alma mia tutta prede [sic].

Deh fosse vano il sogno,
Fosse vano il sospetto
Onde agitato è il petto.
Ma la tema ch’opprime i sensi miei
Bella voi non offenda
Che siete la mia pena, il mio diletto.
Prova di certo amore
Fu sempre idolo mio sempre il timore.

Se men temere
Cara deggio
Amarvi meno
Io deggio ancor.
Ma se qui piace
L’affetto mio
Così vi piaccia
Il mio timor.

Collocazione

Biblioteca
D-Bsb — Berlin, Staatsbibliothek zu Berlin Preussischer Kulturbesitz (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus.ms. 30074/41

Immagini

Repertori bibliografici

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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