Mus. di Aless.o Scarlatti

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13066

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 34-35

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Testo messo in musica da Alessandro Scarlatti (cfr. I-PLcon Arm. I Pis. 9.5)

Trascrizione del testo poetico

Sedeva Eurilla un giorno
Presso alle belle sponde
D’un rio che nel camin cresceva in fiume
Ivi il platano, il faggio,
L’abete, il pino, e l’olmo
Ombra faceano all’onde
A dispetto di lui che vibra il raggio.
Ella un tempo le luci
Tacita al cielo affisse
Poi chiamando il destin, così gli disse:

Se tu reggi con libero impero
Le speranze dell’orbe creato,
O che il fato per me non è vero,
O sei sfinge col nome di fato.
2a
Un pensier che non ha del divino
Le tue norme già mai non intendono
Le vicende non hanno destino,
E il destino non ha le vicende.

È un momento il gioire
Son secoli gli affanni
Dopo un lampo di bene
Fulmine sempre vien d’atroci pene:
Questo non è destino
E ne pur son vicende,
Ma lusinga infelice,
Ma dispietato evento,
Che con moto crudele
Non dissipa già mai, cambia il tormento.

A chi sempre ha da penare,
È sventura e non conforto,
Il dar loco allo sperar;
Come appunto in mezzo al mare
Additare a un legno il porto,
E poi farlo naufragar.

Sì sì perch’io non posso
Cangiar la spoglia frale
Voi con lucide frodi, e chiari inganni
Per me vi mascherate, astri tiranni.
2a
Ad un labro inaridito
È martirio, e non piacere
D’un ruscello il mormorar:
se dell’acque al dolce invito
Quando poi s’appressa a bere
Vede il rivo allontanar.

Collocazione

Biblioteca
V-CVbav — Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana (dalla scheda superiore)
Fondo
Vat. lat.
Segnatura
10204/30

Repertori bibliografici

Hanley 1963: n. 651, p. 448

Tipologia

Tipo documento
Testo manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Paglia Francesco Maria autore del testo per musica