[Non consolatemi ch’io più m’affanno]
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Per l'attribuzione della copia al Copista 11 cfr. bibliografia
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non consolatemi ch'io più m'affanno
I ristori fan maggiori
Le cagioni del mio danno.
Dite ch'io pianga, ch'io goderò!
Fate ch'io mora, ch'io viverò!
Chi ristorarmi vuol, non mi conforta
A chi dispera anco lo scampo è morte.
Misero so ben io perché tanto mi dolgo,
Tacito in me rivolgo
L'alto principio che il mio duol cagiona.
Gran tempesta ho nel cor, ma non risuona.
Ah! solo a me son note le mie procelle
E sol desio che noto.
Plachi il turbine ignioto
Con involarmi a quest'odiosa vita.
Aita e solo il non donarmi .
Lasciatemi sommerso
Né mai profondi pianti.
Datemi questi vanti
D'haver vinto la morte almen tacendo
E parte di trofeo tacer morendo.
Collocazione
Immagini
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore