Cantata del Signore D'Astorgas Siciliano
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lascia di tormentarmi
Col dubitar di me bell’idol mio
Se a te fedel son io
Se de’ tuoi vaghi lumi al raggio ardente
Farfalletta innocente ognor m’aggiro
Se per te solo io spiro
Lascia deh lascia oh Dio
Lascia di tormentarmi
Col dubitar di me bell’idol mio.
Se mai cesso un sol momento
D’adorarvi o luci belle
Mai non cessino le stelle
D’adirarsi contro me.
Altro foco al cor non sento
Che l’ardor de’ vostri rai
Né mancar saprò giammai
Al candor della mia fe’.
Tentò la gelosia
Cinta di rio sospetto
Di spegner nel mio petto il caro ardore.
E allora il Dio d’Amore
Tentò ferirmi il sen con nuovo dardo
Ma il foco ond’io tutt’ardo
Non sarà mai che nel mio cor s’estingua
Né per altra ferita
Potrà mai più languir quest’alma amante.
Sarò all’idol costante
Né cangerò desio
E pur vuoi tormentarmi
Col dubitar di me bell’idol mio.
Non crederò che m’ami
Fintanto che mi chiami
Crudele e traditor.
Ché mentre non mi credi
Se l’ardor non mi vedi
Né men lo senti al cor.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore