Del Sig. Antimo Liberati
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
D’un’erma spiaggia in solitario lido
Sfuggendo da le genti
D’amor non già che di venirmi al fianco
Non mai si vidde stanco
Tra dolente e pensoso un dì m’assido
E mentre al mar ai venti
Rassegno le mie pene ad una ad una
M’apparve la Fortuna.
Sen [s'en] gia per l’onde errante
La bella navigante
Una pianta sospesa e l’altra immota
Tenea sopra la ruota
Che del bel peso insuperbita e carca
Servia l’audace barca
Le trecce all’aura sparte
Eran l’aurata vela e l’auree sarte.
Ver me rivolta la volubil Dea
Frenò al suo legno il corso e sciolta intanto
Sonora voce al canto
In dolce melodia cossì dicea:
Mal accorto chi non sa
Che quant’è sotto la luna
Tutto è fortuna.
Se di Marte il campo fiero
Di seguir t’infiamma il petto
E di gloria hai sol diletto
Del trionfo al carro altiero
La mia ruota in giro va.
Mal accorto chi non sa
Che quant'è sotto la luna
Tutto è fortuna
Se d'amor per l’ampio mare
Di varcar prendi consiglio
E portar sereno il ciglio
Ben spalmato al navigare
La mia ruota il legno dà
Mal accorto chi non sa
Che quant’è sotto la luna
Tutt’è fortuna.
All’amante dubioso
Sull’arenoso lido
Col suo cantar infido
All’hor disse cossì
La Fortuna e poi sparì.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore