All'ill.ma et eccell.ma sig. d. Olimpia Aldobrandina principessa di Rosano.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
12227
Titolo alternativo
Sonetto

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 13

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Sonetto dedicato a Olimpia Aldobrandini (1623-1681), II principessa di Rossano e moglie del cardinal Camillo Francesco Maria Pamphilj (1622-1666), I principe di San Martino al Cimino e Valmontone.

Trascrizione del testo poetico

Qual può lingua faconda in brevi rime
Ridir gli encomi da tue glorie ornati,
Ch'al'immortalità già consecrati
Ne i giardin di virtude ergon le cime.

Splendor, senno, saver, grazia sublime
D'eloquenza, comando, e de' pregiati
Fregi dell'alma, han con valor furati,
A l'arte del lodar le glorie prime.

Come dunque potrei con pletro indegno
Le tue grandezze celebrare homai,
Ch'ove l'arte smarrì, cedé l'ingegno.

Tu sola a l'opre tue la luce dai,
O del RASTRO STELLATO altro sostegno,
Mentre qual sol tra' tuoi maggior ne vai.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
71.11.A.4/27

Bibliografia

Liuzzi 2004: p. 26

Tipologia

Tipo documento
Testo a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Scalera Stellini, Maria Antonia autore del testo per musica