Scheda n. 12121

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica manoscritta

Data

Data incerta, 1690-1710

Titolo

Del S. Carlo Ambrogio Lonati [Della notte cadente minacciata dal dì l’ombra cedea]

Presentazione

Partitura

Legami a persone

compositore: Lonati Carlo Ambrogio (1645c-1715c)

Fa parte di

Redazione

Copia

Descrizione fisica

C. 67-80v

Filigrana

Non rilevata

Note

Lamento di Olimpia abbandonata da Bireno (cfr. L. Ariosto, Orlando furioso, X, 10-34)

Organico

Soprano e continuo

Repertori bibliografici

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, C)
Della notte cadente minacciata dal di' l'ombra cedea
@C %C-1$xF@c '8BB4G8GG/4xDD-''8xDD/4xD8EF'4B8A6AA/
2.1: (aria, C)
Del vento fra l'ali
2.2: (aria, C)
La stella d'amore
3.1: (recitativo, C)
Forsi fortuna e amor
4.1: (aria, C)
Flutti voi flutti sonanti
4.2: (aria, C)
Scogli voi ch'immoli state
5.1: (arioso, C-3/2)
Ah del suo fiero orgoglio

Trascrizione del testo poetico

Della notte cadente
Minacciata dal dì l’ombra cedea
E già satio d’ambrosia Eto impaziente
Calpestando le nubi il fren mordea,
Quando al grato concento
De’ canori volanti
Aperse Olimpia il sonnacchioso lume,
E tra l’amare piume
Stringer credea Bireno e strinse il vento
Con le braccia tremanti
Scorre il vedovo letto,
Di quel nome adorato
Fa rimbombar quel solitario tetto,
Al fin presaga del suo curdo fato
Volge al lido vicin il passo errante
Che ingannar non si puote un cor amante.
Vide, ahi vista crudele,
Sovra un abete alato
Gonfie d’aura le vele
Solcar l’humide vie Bireno ingrato
Con la destra innocente
Della chioma oltraggiò l’aureo tesoro
Dell’ampio mar su i fluttuanti argenti
Cadde quel biondo crine in pioggia d’oro
E con lagrimare amare
Poscia arricchì di nuove perle il mare
Al fin con questi dolorosi accenti
Empì l’Aria di strida e di lamenti
Bireno, ove ne vai?
Ah fallace sereno,
Sorgon horrendi ogn’hor nembi e procelle
Della calma d’un seno
Sembrano le tempeste a te più belle
Torna all’amate sponde,
Che in navigar quell’onde
Il sepolchro a te stesso aprendo stai,
Bireno ove ne vai?
Tu siegui le procelle ah ben dimostri
Esser il mar fido ricetto a’i mostri.

Del Vento fra l’ali
La morte s’asconde
Son tombe a i mortali
Del pelago l’onde.
La stella d’Amore
Che tremola splende
Se naufraga un core
Qual face s’accende.

Forsi fortuna e Amor guidan le prore,
È cieca la fortuna è cieco Amore.

Flutti voi, flutti sonanti
Che ne scogli vi fermate.
Se v’accrescon i miei pianti
Deh quell’empio sommergete
D’ogni turbine al furore
Se v’indura il suo rigore.
Scogli voi ch’immoti state
Deh quell’empio lacerate.

Ah del suo fiero orgoglio
È men crudele il mar men duro un scoglio.

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Nc - Napoli - Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
collocazione 33.5.16.9

Scheda a cura di Alessia Maria De Michele
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