Del Sig.r Alessandro Scarlatti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Titolo dall’incipit testuale.
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sì, conosco, o Mitilde,
Ch’è mendace è il tuo amor, finti i tuoi vezzi,
Sono le tue lusinghe ami adescati
Per far preda de’ cor, che poi disprezzi.
Tu non ami chi t’ama
Ma sol ti punge brama
D’offuscar tutti gl’occhi ammiratori
Del tuo vago sembiante, ai bei splendori.
Tu vuoi, Mitilde vaga,
Aprir più d’una piaga
Nel sen di chi ti mira
A struggersi per te.
Ti piace ch’ogni amante
T’adori e sia costante
Ma quando poi sospira
Non chieda mai mercé.
Se di te vuoi che ogn’alma s’innamora
Senza sperar già mai d’esser riamata
Dimmi superba ingrata
E perché dunque incolpi d’incostante
Me, che moro per te fedele amante.
Ti conosco, o Mitilde, ed io vorrei
Lasciar d’amarti ma non può il mio core
Spegner la fiamma che m’accese amore.
Peno sì perché tiranna
Sei cagion del dolor mio
Senza averne mai pietà.
Ma il dolor che più m’affanna
È il veder ch’il tuo desio
Sembra amor ma è crudeltà.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore