N.23 Del S.re Barone Astorga
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Che dura pena è questa,
Che fiero duolo è il mio
Benché lungi da Irene
In ogni loco a me si fa presente,
E par ch’ogni or ella mi sgrida; e dica
Ingrato ingrato Tirsi
Benché crudo mi sei, io t’amo ancora,
Cangia, deh cangia omai
La crudeltà del mio fatal destino
Fatto per me così spietato e rio.
Torna infido, torna ingrato,
Torna in seno a la tua Irene
Sento amor ch’al cor predice,
Ama Tirsi la sua Nice,
E non cura le tue pene.
Cieli, che far degg’io,
Fra tanto duolo e tanto
Pur troppo è ver, che Nice sol la vaga,
Fa provarmi nel sen, e dardo e piaga.
Ma se tanto tormenta
Una beltà lontana,
Fors’è, ch’ella, mi sia amante fida,
Onde il mio cor risolva
Per sottrarsi da sì grande dolore.
D’amarti Irene per sempre,
Tu che fosti del cor il primo amore.
Tornerò mia cara stella,
Cinosura del mio core.
Sarà fida e non rubella,
L’alma mia al tuo splendore.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda singola