Farina.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Per le deserte Arene
D’impenetrabil lido il piè movea
Carca di mille pene
La disperata Eurilla e ad ogni passo
Un sospir dal cor trahea.
Poi nel più cupo seno
Di quelle solitudini remote
Fermò sospesa il piede
E di un aspro dolor misera herede
In così flebil note
Amando un cor di scoglio
Esagerò piangendo il suo cordoglio.
Piangete occhi dolenti
E mentre il ciglio geme
Voi lagrime cadenti
Congelatevi insieme
E fabricando un limpido cristallo
Sia all’idol mio che m’odia tanto
Specchio del suo vigore il mio gran pianto.
Sì sì lumi piangete
E con lingue d’argento
Nunzie del mio tormento
Noto a Filen rendete
Quell’ardor che mi strugge a poco a poco
E sian vostr’acque interpetri del foco.
Ridete piangendo
All’empio ch’adoro
E morte mi dà
Che io solo pretendo
Un lieve ristoro
D’amico pietà
Poi che ad un core incenerito e morto
Reca l’altrui pietà dolce conforto.
Ma sete in lagrimar troppo codardi
O da poche pupille
Mentre versate il pianto a stille.
Su cangiate tenore
E ad esprimer del core
Lagrimate vesuvi
Voglio che voi spargete ampi diluvi.
Grandinate, diluviate
Luci mie languide e meste
E habbia vanto il vostro pianto
Di formar fiere tempeste.
Scorgan poi sue luci belle
Entro all’lucide procelle
Di quell’onda fluttuante
La mia fede naufragante
E poiché suo rigor già così piacque
Mora nel foco il cor la fé nell’acque.
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Musica manoscritta
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