Stradella, Alessandro. Lilla mia su queste sponde.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10314
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
3V,1str
Organico analitico
2 soprani, basso e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 45r-56v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Descrizione analitica

1.1: (arioso, mi minore, c)
Lilla mia su queste sponde
1.2: (terzetto, mi minore, c)
Quando il mar s’adira e freme
1.3: (recitativo, Sol maggiore, c)
Già che nel mar quanto più freme irato
1.4: (terzetto, mi minore, 3/2)
Può trovar le fortune un sventurato
1.5: (arioso, mi minore, 3/4)
Nemica festante
1.6: (recitativo, Do maggiore, c)
Così sempre infelice
1.7: (arioso, mi minore, c)
Mori morto cor mio sommerso
1.8: (arioso, mi minore, 3/2)
Già che spenta ha la pietà
1.9: (recitativo, Si maggiore, c)
Lilla il mar non s’adira
1.10: (arioso, mi minore, c)
D’amor strane vicende
1.11: (terzetto, mi minore, c)
Son le calme atre tempeste
1.12: (terzetto, mi minore, 3/2)
Son gl’istessi contenti ombre di morte

Trascrizione del testo poetico

Lilla mia su queste sponde
Del mio cor sfogar lamenti
E le lagrime i tormenti
vuo’ sommergere in quest’onde.

Quando il mar s’adira e freme
Senz’haver mai posa alcuna
Allor sorge in me la speme
Di trovar un dì fortuna.

Già che nel mar quanto più freme irato.
Può trovar le fortune un sventurato.

Nemica festante
Raddoppi i martiri
Io vivo costante
Tra pene e deliri.

Così sempre infelice
De la tua crudeltà
L’ultimo eccesso
Il mio pensiero istesso
Parlando mi predice
Onde avvien che soletto in queste arene
Sfogo del mesto cor le dure pene.

Qui dal seno di Teti
Quando sorge l’Aurora
Fra pallidi splendori
Dirò con rauchi accenti i miei dolori
Ai sussurri de l’aure
Ai musici concenti
D’augelletti canori
Che tributan festivi il dì che nasce.
Io d’infelici amori
Ricetto miserabile e funesto
L’essequio del mio core oppresso intanto
Fra si grate armonie farò col pianto.

Mori morto cor mio sommerso
Nell’affanno destin perverso
E rio e fabro del tuo danno.

Già che spenta ha la pietà
Sol per me speme gradita
A che più tenermi in vita
Il dolor la crudeltà.

Lilla il mar non s’adira
el’ mio cor piange e sospira
Questa placida calma
È tempesta dell’alma.
Questo cielo ridente
fa’l mio cor più dolente.

D’amor strane vicende
Gelosia che si m’ancide
Sotto un ciel che lieto vide
La fortuna più m’offende.

Son le calme atre tempeste
Son dell’alba i vaghi fiori
Sol per me pianti e dolori.
Son procelle oh Dio funeste.

Per amante fedel che non ha sorte.

Son gl’istessi contenti ombre di morte.

Collocazione

Biblioteca
I-MOe — Modena, Biblioteca Estense e Universitaria (dalla scheda superiore)
Segnatura
Mus. G. 209 /6

Immagini

Repertori bibliografici

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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