Medea

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10109
Titolo alternativo
Medea

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 137r-v

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Trascrizione del testo poetico

«Così corro all’esiglio
A cui sproni il mio piè Giasone ingrato.
Del mio partir prendi in ricordo intanto
L’uno, e l’altro tuo figlio
Dalla mia man su gli occhi tuoi sbranato.
Indi alla nuova sposa
Vola pur lieto ad esultare in seno;
Ella da’ doni miei
Col genitor superbo estinta giace:
E il vasto ardor che tutte
Per opra mia quest’empie mura ingombra
È del vostro imeneo con degna face.

Tal credesti iniquo mostro
In me spento ogni vigor;
A tuoi danni omai dimostro,
Che Medea vi resta ancor.

Sì, vi resta Medea, di cui nel petto
Ira ben giusta ogni pietà distrugge.
Tradita, abbandonata,
Vilipesa, scacciata,
Così (mira, o fellon) da lei si fugge.
Tra ceneri, e ruine
Tra i figli uccisi, e tra le membra esangui
Di suocero e di sposa
Vittime offerte alle mie brame ultrici
A vivere infelici
Su rimanti o spergiuro i giorni tuoi;
E degli scorni miei godi se puoi.

Sovra carro, che Stige m’appresta
Io contenta per l’aria men vo;
Già che al duolo, che l’alma m’infesta
Di vantaggio che porger non ho.
Sovra carro che Stige m’appresta...»

Del Regnator di Colco
In guisa tal l’incantatrice figlia
D’una atroce vendetta andonne altera;
E con strage sì fiera
Mostrò, che d’empietà varca ogni segno
Quando a farsi furor giunge lo sdegno.

Collocazione

Biblioteca
I-Fr — Firenze, Biblioteca Riccardiana (dalla scheda superiore)
Segnatura
2474/45

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Baldovini, Francesco autore del testo per musica