L’innamorato Aminta
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Tit. dall’incipit testuale; due fonti concordanti in I-Nc, 33.5.25 sono attribuite a Netti (v. scheda 4972 e scheda 4989); per il nome del copista v. esempi in Bibliografia.
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Analytical description
Poetical text transcription
L’innamorato Aminta
Un dì godea l’armonia d’un fonte
I cui filati argenti
Smaltavano cadenti
Il tenero rubin di vaga rosa
Che nel prato vicin sorgea fastosa.
Quand’il misero accorto
Che questi erano viva
Imagin di colei
Ch’era bella cagion de suoi tormenti
La lingua sciolse in sì dogliosi accenti:
Bella rosa vago fonte
Che dell’alma mi spogliate
Hor vedrete meco a fronte
Se nel pianto m’avanzate.
Qui il misero assalito
Da fervidi singhiozzi
Freno alla lingua diè ma non al pianto
Quando poi si racchetò
Così mesto poi parlò:
Da voi solo si distilla
Il natio ch’havete humore?
Ma sol port’ogni mia stilla
Seco parte del mio core.
Alle strida dolente
Alla cognita voce
L’amico Coridon tosto v’accorse
Che stupor che meraviglia
Disse calando dal vicino monte.
Par fiume Aminta e par che pianga il fonte.
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Musica manoscritta
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