L’Artabano
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Analytical description
Poetical text transcription
Temi ingrato il mio valore,
Dal mio braccio indegno aspetta,
Stragi, morte, ira e vendetta
Sopra il barbaro tuo cor.
Del tuo fasto il fiero orgoglio
Vedrò estinto e in quel tuo petto,
D’empietade aspro ricetto,
Farà pompa il mio furor.
Ah spergiuro Fraate, è forse questa
La dovuta mercede al mio valore?
Artabano fra ceppi?
Scopo dell’ira tua? Numi e ancor vivo?
Chi fè libero altrui di vita privo?
Indegno, e perché mai?
Di tua giurata fè mancarmi iniquo!
Rammentati che il sangue
Sparso con tanto ador da questo petto
Fu la sola cagion de tuoi contenti;
E questo braccio invitto, e generoso
Ch’ora vive tra ceppi, e fra ritorte
Dandoti a vita, non ti tolse a morte?
Quel scettro in cui s’innalza
Ogni vana ambition de tuoi pensieri
Artabano tel diede, e tu protervo
In tenebrosa carcere m’annodi,
E negandomi Elisa, il sol mio amore
Operi da qual sei, da un traditore.
Devo morir… spietato!
Tutto furia e tutto sdegno
Nell’ombroso e fosco regno
Vendicarmi io ben saprò.
No, non teme il mio valore
Del tuo cor l’aspro furore,
Da gli Elisi ombra funesta
Ben a te ritornerò.
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Musica manoscritta
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