Epaminonda
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Poetical text transcription
Già che tiranno il fato, o amiche squadre,
Dona legge al mio spirto, e vuol che parta,
Deh pria ch’io resti esangue, udite o prodi
D’un vostro capitan gli ultimi accenti,
D’un semivivo cor gl’aspri tormenti
Per la gloria di Tebe in mille imprese
Sparsi lieto il mio sangue, e in ogni incontro
Avvido di vittorie con valore
De’ molti imperii rintuzzai l’ardore.
Sia gloria al vostro merto, o miei guerrieri
Se compagni mi foste alle fatiche
Dal vostro insigne ardire
Conosca Tebe il Fasto, il suo gioire.
Quella morte, a cui la sorte
Mi condanna, non m’affanna,
Non paventa questo cor.
Nel mio sangue resti esangue
Il spirto, l’alma, dolce calma
Mi prepara il vostro ardor.
Già sento su le labbra
L’alma che spira, e parte
Addio miei cari, addio, vi lascio e moro
Lo sa il ciel con qual pena, e qual martoro.
Morirò, ma glorioso e questo scudo,
Trofeo di mie vittorie, custodito
Sia dal vostro valo, più non si tardi,
Epaminonda mora, e già che il campo
Nemico alla mia quiete è or sconfitto,
Dalla piaga fatal si cavi il dardo,
Così spargendo il sangue sia mia gloria
Di morire glorioso a una vittoria.
Voi di Tebe eroi possenti
Che qui udite i miei lamenti
Date pace al vostro cor.
Reprimete il vostro pianto
E il tormento ch’io fra tanto
Spiro in braccio al vostro amor.
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Musica manoscritta
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