Tu che cinto di raggi

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Identification

Record ID
2469
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
10 c. ; 205x275 mm
Music format
Non applicabile

Watermark

Not detected

Relations

Notes

Tit. dall’incipit testuale (c. 139r); num. delle carte coeva (139r-148r); sopra l’incipit è scritto da mano moderna a matita: "1-D-5g"; a c. 148r è scritto: "D. Angelo Durante"; a c. 148v incipit di Care spiagge amate rive (v. scheda 2470); attribuita a Carapella nel RISM (v. Rep. bibliografici) e su Internet Culturale; per la data v. scheda 2463; nella descr. analitica 6.1, 10.1 e 11.1 sono in 3/2 mentre l’originale riporta 3/4.

Web resources

Analytical description

1.1: (recitativo, c)
S, Tu che cinto di raggi
2.1: (arioso, Re maggiore, c)
S, Balestriera di Cupido
3.1: (aria, Re maggiore, c)
S, Se sciogli la voce
4.1: (recitativo-arioso, Re maggiore, c)
S, Se fulmini un guardo
5.1: (recitativo, c)
S, Hor s’a doppia ferita
6.1: (aria, si minore, 3/2)
S, Chi non arde a sì bei lumi
7.1: (recitativo, c)
S, Ah son forzato a dire
8.1: (aria, Sol maggiore, c)
S, Chi trafitto è dal tuo strale
9.1: (recitativo-arioso, c)
S, Povero povero seno
10.1: (aria, La maggiore, 3/2)
S, Se languisco son dolci le pene
11.1: (aria, Re maggiore, 3/2)
S, Se scagli l’arsura
12.1: (recitativo, c)
S, E nelle vive fiamme
13.1: (aria cavata, 3/2)
S, Ami il tuo bello Idolo mio crudele

Poetical text transcription

Tu che cinto di raggi
Su l’aurata quadriga intorno intorno
Porti a’ gl’egri mortal il nuovo giorno,
Dimmi, deh, dimmi omai
Se v’è nell’idol moro
Bellezza che s’uguagli al mio tesoro.

Balestriera di Cupido
Ced’ogn’alma a tua beltà;
Se piagato ancor infido
Come un cor resisterà.

Se sciogli la voce
Richiami veloce
D’armonici accenti
Ogn’alma a’ tormenti.

Se fulmini un guardo
Bellissima arciera
Si spezz’al tuo dardo
Ogn’alma che fiera.

Hor s’a doppia ferita
Dall’ardenti tuoi strali il cor s’accende.
Misero, come aita
Trovar già mai potrà s’amor contende.

Chi non arde a sì bei lumi
Di diamante un cor havrà.
S’al tuo foco ogn’un consumi
Qual rimedio troverà.

Ah, son forzato a dire
Ch’ove di qua beltade avventi un lampo
Non ha il misero cor riparo o scampo.

Chi trafitto è dal tuo strale,
Nulla vale a schivar il dolor
S’a ferir un cor fatale
L’arco suo t’ha dato amor.

Povero, povero seno
Lacero sei ne’ amor contento a pieno,
Ma che vaga tiranna
Dolce è la tua ferita,
Mentre spirando mi richiami in vita.

Se languisco son dolci le pene
Se m’accende m’è cara la face,
Ride amor se di mia spene
Fuggo il colpo e più mi piace.

Se scagli l’arsura
Costante sarò.
Saettami pure
Che lieto vivrò.

E nelle vive fiamme
E nelle piaghe mie
Bella vedrai se questo cor fedele

Ami il tuo bello, Idolo mio crudele.

Location

Library
I-MC — Montecassino, Biblioteca dell'Abbazia (from parent record)
Shelfmark
1-D-5a-o/7

Images

Reference works

Insom 2003: n. 1325

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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