Cantata 13
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Si tratta della cantata, attribuita a Metastasio, Oh dio che non è vero, ma con un blocco di versi spostato dalla fine del secondo recitativo in apertura di cantata; in questa versione intonata da N. Porpora
Poetical text transcription
Se mi prestasse i vanni
Il pargoletto dio
Subito all’idol mio
Volar vorrei
Allor privo d’affanni
Respirarebbe il core
E allor l’ali ad amore
Io renderei.
Passano i fiumi e i rivi
Dal monte al Piano, e dalla selva al prato
E di riposo privi
Scorrono querelandosi tra i sassi
Ne mai fermano i passi
Se pria coll’onde lor torbide, o chiare
Non arrivano a perdersi nel mare.
Così quest’alma amante
Senza pace vivrà di giorno in giorno
Finché non fa ritorno
All’amato suo nume
Fatta simile al rio, simile al fiume.
Oh dio, che non è vero,
Che lontananza ogni gran piaga sana
Dal suo bene lontana
Di qual pena ella sia
Lo sa più che l’altrui, l’anima mia.
Quella ferita
Ch’io porto in seno
Non già vien meno
Ma la mia vita
Mancando va.
Se non m’aita
Qualche speranza
La lontananza
M’ucciderà.
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Testo per musica manoscritto
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