Cantata 10a
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Poetical text transcription
Oh, se fusse il mio core
in libertà di usar tenere affetti,
vostri pallidi affetti
vostri sospiri e le querele e i pianti
potrian sperar pietà, miseri amanti!
Ma de’ verd’anni miei nel più bel fior
se cieco Amor m’accense
se il cor non si difese
da un guardo feritor che aprì le piaghe,
se due pupille vaghe
mi accesero nel sen fiamma vorace,
altri amar non poss’io, datevi pace.
Se lusinga il labro e ’l ciglio
a dispetto del mio core
si fan rei di crudeltà.
Né sottrar posso al periglio
per voler d’antico amore
chi mi chiede almen pietà.
Mi fa barbara e ingrata
l’istesso amor che l’altrui cori accende,
ma spietata mi rende
perché tutta mi vuol dell’idol mio.
Or se amar non poss’io
e senza colpa mia vi son crudele,
Amanti, le querele
contro di lui volgete,
e più saggi credete
che per me quando Amor fiero v’affanna,
vi promette contenti e poi v’inganna.
Sento pietade,
non son crudele,
non sono ingrata,
ma son legata,
incatenata,
da un altro amor.
L’altrui querele
pietà mi fanno
ma ristorarvi
di tanto affanno,
troppo fedele,
non può il mio cor.
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Musica manoscritta
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