Un dì tre Pastorelle / Cantata a voce sola / Del Sig: Gio: Bononcini
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Poetical text transcription
Un dì tre pastorelle
Vidi nel prato sise
Fra di lor alternar col suono il canto
Clori portava il vanto
Nel dar lo spirto all’armoniose corde
Egeria in stil concorde
Toccava ancor le fila unito il suono
Spiegava all’aure di sua voce il tuono
E Dorinda così scioglieva il canto
Che rassembrava un prodigioso incanto.
A sì dolce melodia
Librò l’ali il Zeffiretto
Né tra i fiori più scherzò.
E in udir tal armonia
Lento lento il ruscelletto
Per stupor al mare andò.
Al par del Zeffiretto al par del Rio
Stupido [sic] ciò in udir rimasi anch’io
Del suon la perfezione
Mentre in Clori ammirai
La prodigiosa unione
E del suono e del canto
In Egeria mirai
Da meraviglia oppresso
Di Dorinda mi rese il nobil canto
Tal che fuor di me stesso
Preda dello stupore
Non so qual d’esse merti il primo onore.
Se nel prato io miro un giglio
A me caro è quel candor
Se la rosa gli sta accanto
Grato ancor m’è il suo vermiglio
Se vicino è il gelsomino
Mi diletta il suo color.
Né ad alcun togliendo il vanto
Nel rossor di quella godo
Il candor di questi lodo
Et ammiro mentre miro
Che del prato sono l’onor.
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Musica manoscritta
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