Cantata Del Sig.r Bened.o Marcelli
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Description
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A c. 181 in basso a destra è indicato: "P 8"
Analytical description
Poetical text transcription
Poiché morir pur deggio e della morte
Non è l’ora lontana a voi mi volgo
Cagion del mio morir lumi spietati,
voi di rigore armati
Guardo in me non girate,
Che per vedere oh Dio
Le mie pene, il mio duolo, il pianto mio,
Ed io, che in onta ancora
Della vostra fierezza e del mio affanno
V’adorai sempre, al fine
Questa mercè funesta
Da voi ricevo e moro.
Così quel rio martoro,
Onde sempre mi lagno
Pur finirà con la mia morte ancora.
Ahi l’alma che v’adora
Pur anco nel mortal rischio presente
Strana pena risente
Quando attender dovria
Dal vicino morir pace, e riposo,
Perché tolto gli viene
Di più soffrir per voi stratii e catene.
Sallo amor se m’è grave il morire,
Perché perda del giorno il sereno.
Sol mi duole finir di languire
Perché voi non potrete ferire,
Né potrà più penar il mio seno
Là nelle stigie arene
Dannato un core a doloroso strazio
Sente più ria la pena,
Mentre qualor ei pasce.
Rostro vorace appena
D’esser esca finì e anco rinasce.
Ma grave è a me il morire,
Perché meco finisce il mio martire,
Che sé dalla mia morte
Haver potessi in sorte
Di rinovar le mie vitali tempre,
Sarei contento e pago
D’ogni istante morir per penar sempre.
Se morto mi volete
Pupille in me vibrate
Tutte le vostre fiamme
E i vostri dardi.
E soffrirò contento
Quest’ultimo tormento
Di saziar il rigor
De’ vostri sguardi.
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Musica manoscritta
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