Cantata Del Sig.r Bened.o Marcelli
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Description
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A c. 122 in basso a destra indicato: "P 6"
Analytical description
Poetical text transcription
Nell’amorosa, e dura
Mia fatal servitude a cui mi trasse
Più ch’il mio fato un sol tuo guardo, o Fille
Mai non provai martire,
Che dolce non mi fosse,
E non rendesse al mio cor che prigioniero
Sempre più cari i ceppi e le catene.
Ma le più acerbe pene,
che si soffrono amando
Or suol farmi sentir destin tiranno,
Veggo armarsi a mio danno
Un’incognita forza,
Che dà te mi divide,
E fa che sia del più fiero dolore
Miserabil trofeo l’anima mia.
Mentre parto da te caro bene
Sento tutte le barbere pene,
Che soffrire può un’alma fedel.
E più fiera si rende mi sorte,
Perché morte
Pur mi niega, il mio affanno crudel
Strali di quei bei lumi, ch’io tanto adoro,
Voi pietosi uccidete
Me che sin’or piagato a morte havete.
Troppo adesso è tiranna
Quella pietà ch’io vi richiesi un tempo
S’era mio sol desio restar in vita,
Or morire per voi solo è mio voto.
Non V’usurpi la gloria
Lontananza crudel del mio morire
Ma voi per far più grave il mio martire
La fatal vostra forza ahimè perdete,
Perché non m’uccidete.
Ah che il lasciarmi vivo,
Non è che un voler vostro
Perch’io seguo ad amarvi e mi dia vanto
In sì dura partita,
Per adorarvi sol restar in vita.
Dunque non fu già mai,
Che lontananza o morte
Non può far ch’io non v’ami amati rai.
Potrà farmi morir
Il mio destin crudel,
Ma ch’io non v’ami più
Far non potrà no no.
Sé voi non m’uccidete
Eterna scorgerete
Per voi dell’alma mia
La fedeltà.
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Musica manoscritta
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