Scheda n. 7642

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Testo per musica a stampa

Data

Data certa, 1667

Titolo

La croce

Presentazione

Legami a persone

autore del testo per musica: Benigni, Domenico (1596-1653)

Pubblicazione

Copia

Descrizione fisica

Parte seconda, pp. 134-138

Filigrana

Non rilevata

Titolo uniforme

Apra pur di duolo il varco. Forma non specificata, La croce

Bibliografia

Trascrizione del testo poetico

a 3:
Apra pur di duolo il varco
Cor di voto, alma dolente;
Sotto duro e grave in carco
Corre a morte un innocente.
Chi fece il sole,
Languisce, si duole
E tu non piangi, ahi lasso?
Taci, taci mio cor, tu sei di sasso.

Solo:
Ferma, o sole, il corso arresta
E la su per gli alti giri
D’aspro duol, d’aspri martiri
A tuoi raggi u velo appresta,
Su, su bendatevi
Celatevi
Luci del Ciel serene:
Cade il sol de la gloria in mar di pene.

Coro d’Ebrei a 5:
S’uccida quest’empio,
Non trovi pietà
Con stolido esempio
Re nostro si fa.

Cristo:
Crude genti spietate
Che volete da me?
Se ’l mio morir bramate,
Ecco ch’io fermo il pie’.
Satiatevi pure;
Ferite sì, ferite
E con fiere punture
Lacerandom’il seno il cor m’aprite.
In sì crudo martoro
E che volete più? languisco e moro.

Uno del Coro: Fermate su, fermate:
Che se ’l dolor l’opprime:
Pria ch’il folle rimiri
Del Calvario le cime,
Finiranno i martri.
A più rigido scempio
Si riserbi quest’empio.
Dal suo dorso si toglia
Il duro tronco e intanto
Abbia tregua sua doglia
E sia questa pietade
Co ’l sangue suo per funestar le strade.

Altro del Coro:
Sì, sì, lodo il consiglio
Questi, ch’in faccia mesta
E sospiroso il ciglio
Torna da la foresta
Userà di pietà poca mercede.
Prendi tu questo legno, arresta il piede.

Cireneo:
Toglietemi la vita.
D’un offitio si ’ndegno
Morte a un cor generoso è più gradita.

Due del Core:
Taci, taci; se no ’l prendi
Lasso te;
L’ira accendi
Ti ribelli al nostro re.

Maria:
Amor dove mi guidi,
Se fiero stral pungente
Con tormenti omicidi
Sì fisso al cuor mi siede,
Che mi toglie il vigore e liga il piede:
Cedi, cedi o dolore
Non mi ligare il pie’, se leghi il core

Una delle Marie:
Dove, dove, o MARIA
Lagrimosa il sembiante
Per la segnata via
Da’ sanguinosi umor movi le piante?
Misera il passo arresta;
Con sembianza funesta
In perigliosa guerra
D’acerba doglia amara
Ah ch’al tuo core in terra
Troppo rigida scena il Ciel prepara.

Altra Maria:
Per camin di dolore
Dove, MARIA, ti porta
La tua fede, il tuo amore?
Sentier di sangue asperso
Troppo è misera scorta.
Dove, dove, o MARIA il duol ti porta?

Maria:
Lasciate, ohimé, asciate,
Ch’al mio dolore in preda
Languire altri mi veda.
In così dura sorte
Lasciate che m’uccida il mio martire.
La mia vita, il mio ben corre a la morte;
Che più, che più s’aspetta?

Coro a 5:
Ecco che già respira:
Mora, mora, Vendetta:
Al armi a l’armi, a l’ira.

Maria:
Misera o quale io sento
Novo strepito d’armi e di spavento!
Deh pietose compagne,
S’avete il core amante,
Affrettiamo le piante.
Ah crudo è ben, chi al mio martir non piagne.

a 3:
Ahi tormento, ahi dolore!
Sotto rigido tronco
Chi trionfa nel Ciel, languisce e more.

Maria:
O spettacolo atroce!
Dove sono, che miro?
Io pur vivo, io pur spiro?
Qual crudo caso e rio,
Qual fiera colpa, o Dio,
Sotto barbara croce
L’innocenza del Ciel conduce a morte?
Qual dispietata mano
T’ha condotto così?
Da qual’Inferno uscì
L’orrido mostro insano,
Che del mio pianto e del tuo sangue ha sete?
Impiegate, uccidete
Pietosissime squadre
Con l’amato suo figlio anco la madre.

a 3:
O spettacolo orrendo!
E tu Cielo il consenti?
Piangete pur piangete occhi dolenti.

Cristo:
O di Gierusalemme amate figlie
A che spargete il pianto?
Frenate il vostro duolo:
E se pianger v’aggrada,
Ah solo, ah solo
Sopra de’ vostri figli il pianto cada.

a 5:
Che più, che più sospetta?
Mora, mora vendetta.

Maria: Alme, che per la via il pie’ movete,
In me gli occhi volgete
E rimirate, o Dio,
Fra tormenti sì fieri,
Se v’è dolore alcun, ch’agguagli il mio.

Coro:
Anima peccatrice,
Spargi pur da tuoi lumi
Di pianto immensi fiumi:
Che d’un rigido legno
Su ’l dorso al re del mondo
Il tuo fallire indegno
Fassi più grave pondo.
Piangi con puro zelo:
Con le lagrime un cor si compra il Cielo.

Paese

Italia

Lingua

Italiano

Segnatura

I-Rv - Roma - Biblioteca Vallicelliana
fondo Borromini
collocazione S. Borr. Q.IV.223.63

Scheda a cura di Nadia Amendola
Ultima modifica: