Dialogo Francesco Lambardi. Tenore o Canto
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Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
Occhi quel vostro sguardo
Se ben fu a caso pur mi fu mercede
Quel che assai si desia presto si crede.
M’ingannasti
Non credea luci mie belle
Che sapesser mentir anco le stelle.
Occhi s’un vostro inganno
Mi fu sì caro che saria se poi
Quel ch’io sento per voi sentiste voi.
M’hai stolto
Che dic’io di mente privo
Un guardo mi bastò mentre son vivo.
Resto contento invero
Haverti dato il core
E quanto spero
Ben dir si può beato
Chi di voi vive amante e resta amato.
3.a
Come haver può mai core
Uno mirarte e non sentir d’amare
questo è felice appieno
Chi da voi bella gioia è tutto pieno.
[…]rado perfettamente
[…]me non è gioia ma gran tormento
[…]Signor mio caro
[…]lasciar il peccare
per te bramare.
Giesù conosco chiaro
Ch’il mio gran peccar non t’è mai caro
Onde per contentarti
Lasciarò di peccar ma non d’amarti.
3.
Dimmi caro mio Dio
Come farò d’amar te dunqu’io?
Slega il nodo rio
Del tuo grave peccare per amor mio.
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Musica manoscritta
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