Infelicità d’amanti. Il mio core è un mar di pianti
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8908
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Country
Italia
Language
Italiano
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Parte terza, p. 135
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Notes
Il testo è intonato in una cantata per due Soprani e basso continuo attribuita a Giacomo Carissimi. Nel manoscritto I-Nc, Cantate 82 la cantata reca l’attribuzione a Carissimi, poi depennata e corretta con l’attribuzione ad Anton Francesco Tenaglia, cancellata anch’essa. Nel catalogo del fondo Santini (D-MÜs) la cantata è attribuita ad Alessandro Stradella. Tale attribuzione è ritenuta improbabile (vedi Bibliografia).
Poetical text transcription
Il mio core è un mar di pianti,
Ov’in vece di sirene
Si lamentano le pene;
E rancori e gelosie,
Tradimenti e tirannie
Sono i mostri in lui natanti.
Il mio core è un mar di pianti.
Le perle, che l’ingemmano
Son lagrime, che stillano, i nembi che lo rubano
Son’ire, che sfavillano;
Ove ti muovi,
Scogli ritrovi,
E scopri a mille
Cariddi e Scille.
Pescatrice la speranza
A predar la rete tende,
Ma quei mostri alfin sol prende
Ch’annidarvi han per usanza;
Nocchieri
I pensieri
S’aggiran per l’onde,
Ma perché non hanno sponde,
Van tra i flutti ognora erranti.
Il mio core è un mar di pianti.
Location
Library
Shelfmark
204.3.B.12/167
Reference works
Gianturco-McCrickard 1991: 11-14
Bibliography
Type
Document type
Testo per musica a stampa
Testo per musica a stampa
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