Loda il navigare quando è bonaccia. Su l’ali del vento
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Su l’ali del vento
Il legno festante
Trascorre volante
L’ondoso elemento,
Non teme spavento
Di nembo o di flutto
Che vien da per tutto
La pace e ’l contento;
La via del mar seren tedio non porta
E benché vasta sia, mai sempre è corta.
Patrie sponde che godete
Maggio eterno in grembo a Flora,
Rimanete,
Perché il mare
Con delitie assai più care
Mi lusinga e m’innamora.
Ogni vezzo del suol langue e vien meno;
Paradiso del mondo, è il mar sereno.
Su remiganti, al volo, a che tardate?
Divorate con l’aure seconde
Li campi dell’onde,
Ch’or lieti solcate.
Già che Zefiro v’aita,
Non perdete i suoi ristori
Ma con fervidi sudori
Date il braccio a chi v’invita
Spigavi,
Premavi
Desio di palma.
Vostro trionfo è ’l mare, allor ch’è calma.
Ma se poi vien travolto
Il procelloso impero
Da un alito guerriero,
Se mai risveglia in sen l’usata fame
D’assorbir con la prua merci e nocchiero,
Ahi con ripari infermi
Ogni saggio pilota opra gli schermi.
Quando posano l’ire di Teti
Allora più lieti
Tendete a la riva,
Se ’l legno varriva,
Ridete, che poi
Le furie di Nettun fremeano in voi;
A chi scorse felice il legno in porto,
La memoria de’ rischi anco è conforto.
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