Alla maestà d’Anna regina cristianissima le cui bellezze, particolarmente quelle delle mani, erano ammirabili. Per una signora ch’ebbe fortuna di riverirla. Per musica. Giunsi pur mai non fu tardo
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Giunsi pur (mai non fu tardo
Il favor d’Etra tranquilla)
Giunsi pur, con un sol guardo
A bear la mia pupilla.
In vederti, Anna reale,
Son rapito al terzo giro;
Che tal glorie in te rimiro
Cui ridir lingua non vale.
Dell’età nuove e vetuste
Li stupori in te chiudesti
E compendio al mondo resti
Di reine e dell’Auguste.
Non capisce i tuoi gran fasti
Brevità d’umano ingegno,
Ma se pur ne brama un segno
Miri sol chi generasti.
D’ alta madre il pregio interno
Scopre appien prole gradita;
Sol d’Olimpia i vanti addita
D’Alessandro il grido eterno.
In mirar tuo gran Luigi
Che fanciullo opra portenti,
Ben t’acclamano i viventi
Prima gloria di Parigi
Dier la luce a quel sovrano
Luci, ch’hanno il sol secondo
Gli die’ scettro quella mano
Ch’è miracolo del mondo.
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Testo per musica a stampa
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