Il Ciclope | Del Sig.r Abbate Pietro Metastasio | Posto in Musica | Dal Sig.r Bonifacio Asioli | Cantata | A voce di Soprano e Basso
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Description
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Notes
A c. 1v: "Nella Copisteria di Musica di Luigi Castellani alla Strada di Chiaia 99-100 | Primo piano alla Sinistra". Manoscritto proveniente dalla biblioteca del Collegio di San Sebastiano.
Analytical description
Poetical text transcription
Deh tacete una volta
Guarrule Ninfe a che narrarmi ognora
Barbare i torti miei qual inumano
Diletto mai nel tormentarmi avete
Galatea d’Aci è Amante il so tacete
Ma l’empia del mio duolo
Non riderà gran tempo eccola oh Dei!
Quel volto sì mi alletta
Ch’io mi scordo l’offesa e la vendetta.
Mio cor tu prendi a scherno
E folgori e procelle
E poi due luci belle
Ti fanno palpitar
Qual nuovo moto interno
Prendi da quei sembianti
Quai non usati incanti
T’insegnano a tremar.
Galatea dove fuggi? Ah senti ah lascia
Quell’onde amare oh qual piacer ritrovi,
Tra i procellosi flutti
Sempre a guizzar. La tua beltà non merta
Di nascondersi al sol se temi forse
Gli ardenti raggi all’ombra mia potrai
Posar sicura io lusingar col canto
Voglio i tuoi sonni e se d’amor non soffre,
Ch’io ti parli oh Tiranna il tuo rigore
Il giuro a te,non parlerò d’amore.
Ma qual beltà pretendi
Che ami in te Galatea quel vasto ciglio
Che t’ingombra la fronte
Quelle rivali al monte
Selvose spalle il rabbuffato crine
L’ispido mento o la terribil voce
Ch’io distinguer non so se mugge, o tuona
Che fa tremar quando d’Amor ragiona
Ah ingrata! Agl’occhi tuoi
Meno orribil sarei se nel pensiero
Aci ognor non avessi.
È vero è vero.
È ver mi piace
Quel volto amato
E ad altra face
Non arderò.
Pur che il mio bene
Non trovi ingrato
Mai di catene
Non cangerò.
A Polifemo in faccia
Parli oh stolta così vantarmi ardisci
Dunque il rival! Sai che un offeso amore
furor si fa che mal sicuro asilo
È il mar per te che svelta
Dalle radici sue l’Etna fumante
Rovescerò che opprimerò se io voglio
Fra quelle vie profonde
E Teti e Dori e quanti Numi han l’onde
Tremi per Aci ingrata
Trema ingrata per te s’ei più ritorna
Teco a scherzar sul lido
Del mio furor...
Del tuo furor mi rido.
Dal mio sdegno il tuo diletto
Dove mai fuggir potrà
Nel mio seno avrà ricetto
Ed amor l’assisterà
È il mio duol le mie querele
Non mi muovono a pietà
Col mostrarti a me crudele
Tu m’insegni crudeltà
Credi a me cangia consiglio
Mancherà/ Crescerà nel suo periglio
La tua/mia stolta/bella fedeltà.
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Type
Musica manoscritta
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