Chi troppo confida nella sorte poesia del Sig. D. Gio. Battista Tarroni
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Notes
Il tit. si ricava dall’intitolazione a p. 93; il nome dell’A. si ricava dal front. dell’intera edizione
Analytical description
Poetical text transcription
Mortal pensa, e rissolvi;
Sono finti i diletti
Di fallace fortuna;
Che cieco non miri
La primiera caggion di tue sventure:
E intento al solo ben ch’ora possiedi
Un termine fatal folle non vedi.
Se un baleno è la fortuna
Poco dura un lampo sol.
Ha di vetro la sembianza,
Ha per guida l’incostanza,
Tosto cade estinta al suol.
Se un baleno è la fortuna
Poco dura un lampo sol.
E pur sempre delusa
Una mente mortale
Incauta non rimira
D’un infelice età d’esser primiero.
Sprezza ingrata, e non cura
L’Origine del ben, de suoi contenti
E da incerto gioir pur troppo oppressa
Fatta serva al pensier, perde se stessa.
All’aspetto di rigida morte
Prospera sorte
Si cangerà.
Son la meta de finti contenti
Barbari stenti
Altre gioie la sorte non dà
All’aspetto di rigida morte
Prospera sorte
Si cangerà.
Cangia dunque pensiero
Mente cieca dell’huom, labbile etate
Le gioie più veraci
Non semina nel suol rota fatale
Contro il poter del Ciel sorte non vale.
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