Cantata Per camera a’ voce sola. del Sig.r Barone d’Astorga
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Poetical text transcription
Venticel che susurrando[!]
Qui d’intorno vai spirando,
Il mio bene ah non destar.
Ma tra’ sogni ben soave
Mostra a lei quanto fa grave
Il suo sdegno il mio penar.
D’un verde faggio a l’ombra opaca e fresca
Mentre Filli posava
Tirsi che l’adorava,
Il suo ardor palesando in tali accenti
Chiamava a parte del suo amor i venti.
Ma uscendogli dal petto
Un ardente sospiro,
Forza d’avversa stella,
L’aere agitò qual subita procella,
Si che Filli gentil desta dal sonno
Sorpresa dal timore
A fuggir s’accingea.
Ma i passi suoi trattenne
Il suo amante Castor che sì dicea:
Torna ingrata non partire,
E consenti al mio martire
Il sollievo d’un sospir.
S’ei ti tolse al tuo riposo,
Più superbo più orgoglioso
Il farai col tuo fuggir.
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Musica manoscritta
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