Cantata Per camera a’ voce sola. del Sig.r Barone d’Astorga.
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Analytical description
Poetical text transcription
Come lieto il ruscelletto
Se ne vien dal monte al prato,
Or che più non è legato
Dal rigor di freddo gel.
Così ancor dentro al mio petto
Si rinova[!] il bel contento,
Or che libero lo sento
D’un affanno assai crudel.
Sgombro già dal suo core un van sospetto
Per cui sempre languia
Con la sua cara Filli al fin già lieto,
Guidando al rio l’armento,
Tirsi pieno d’amor sen già contento
E scotendo dal sen l’interna noia
Di sua novella gioia
Dava segni non dubi il suo sembiante.
Al fin lo sguardo amante
Fisando[!] in lei favella in sua discolpa
E de’ sospetti suoi amore incolpa.
Sei pur troppo dispietato
Pargoletto nume alato.
Sei tra’ vezzi impiaghi i cor
Quando par che l’alme alletti
Le consumi co’ sospetti
E al piacer mesci il dolor.
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Musica manoscritta
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