Come presto si immerge
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Come presto s’immerge
Dentro l’onde del mar Febo lucente,
E pur dianzi ridente
Arricchí sul mattin di raggi il cielo,
Di fiori il suolo e di delizie il mondo;
Or con orror profondo
Sorge la Notte, e altera
Contro l’altro Pianeta,
Nunzia del suo venir manda la Sera.
Qual tra catene
Si duol chi langue,
Tal resta esangue
L’oppresso dí.
Ché in laccio d’ombre
La Notte il tiene
Poiché tra l’onde
Febo fuggí.
Cosí beltà superba,
Che sul fiorir degl’anni
Sol di fasto e di orgoglio
Altrui fe’ pompa, al giunger
Della fredda canuta età conviene
Che tosto in mar di cieco oblio s’asconda.
È ver che appena è sceso
Nell’onde il sol, che a riportar il giorno
Fa opportuno ritorno,
Ma se beltà tramonta,
Piú mattino per lei già non si scorge,
Onde cade col sol, ma non risorge.
Se precipita col sole
Nell’occaso la beltà,
Poi risorgere non suole
Con l’istesso a lampeggiar.
Cosí vuol sovrano impero
Per domar quel fasto altero
Che mai sempre ingiusto appar.
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Musica manoscritta
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