Cantata Terza
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Description
Watermark
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Analytical description
Poetical text transcription
Or che Febo già corre
Con rubicondo volo
Nell’immenso Ocean con carro aurato,
Felice, più beato
Esser di me chi può! Tra questi orrori
Vicino a te, mio ben, mia vaga Clori,
Fonti, placide aurette,
Tacete al riposar di Fille vaga,
Quella ch’ognor m’impiaga,
Quella che mi ferisce e mi tormenta,
Mentre in dolci riposi
E’ l’idol mio vezzoso, voi sorgete,
Fonti, rivi, aure grate, ora tacete.
Dorme in pace il caro bene,
Vago rio, tra queste arene
Vanne lento e il piè qui posa.
Placid’aure sussurrate
Più leggere e moderate,
Vaga Fille che riposa
Non destate.
Ma la vigile Aurora
Con ruggiadoso ammanto,
Dall’ampi tetti di Titon n’usciva:
Destossi appunto allora
Clori gentil dall’odorose piume
E rimirando il lume
Del vago sol nascente
Ch’indorava le cime agl’alti monti,
Vidde Filen pastor ch’il suo lanuto
Gregge conduce a pascolar ne’ prati,
Oh sogni fortunati.
Così sfogò gl’ardori
La pastorella Clori.
Oh riposi per me pur troppo veri,
Oh dolci miei pensieri
Filen, mio dolce amor, con me tu sei.
Corre, vola colomba
Che crede sia nel nido
L’amato suo ben,
Più contento è il mio core
Che vede presso a Clori
Il suo caro Filen.
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Type
Musica manoscritta
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