10.a Cantata a Voce Sola con V.V. Del Sig.r Nicolò Porpora
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Poetical text transcription
Solo pensoso e mesto,
Privo dell’idol mio passo i momenti.
Il mormorio dell’onde,
Degli augelletti il canto,
L’ombra amica de’ faggi e degli allori,
Non giova a’ miei dolori.
E se talor mi viene
A consolar la speme
Lieta scherzando a’ miei pensier intorno
Solo per poch’istanti
Darà la sua lusinga e al duolo io torno.
La mia speranza
Ha la sembianza
D’un vago fiore
Ch’al primo albore
Spuntando và.
Ma quando sente
Il raggio ardente
Del sol estivo
Languisce privo
D’ogni beltà.
Soffri mio cor la tirannia del fato,
La crudeltà d’amore,
L’incostanza d’Irene, il tuo dolore
Soffri e soffri costante
Che forse di tue pene
Avrà pietade il fato amore Irene.
Non è tiranno sempre
E ingrato il Dio d’amor,
Il fato cangia tempre
Né piace sempre a un cor l’altrui tormento.
Al fiero duol che prova
Un fido core amante
Spasso pietà ritrova
E nasce in un istante il suo contento.
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Musica manoscritta
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