Contemplazione al cielo. Non è chi ci miri
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Poetical text transcription
Non è chi ci miri,
Noi siamo le Stelle,
Eterne facelle
Degl’alti Zaffiri,
Non è chi ci miri.
O quanto mai belle
In Ciel ne fomrò
Chi disse e creò?
Riconosceteci egri mortali,
Voi, ch’ognor frali
Tra rischi e tra mali
Ridendo perite
Le vostre vite
In pianti e sospiri
Ondeggiano sempre.
Non cangian mai tempre
I nostri bei giri
Non è chi ci miri.
Deh lasciate che si trastulli
La turba cadente
Tra l’ombre del niente.
In un prato ch’aprile infiora
Si colora gioir sempiterno
E non vede ch’alato il verno
Corre tosto a scempio di Flora.
In quei marmi che paro s’estolle
Fonda il folle desire gigante
Ma non mira ch’il suol tremante
In abisso profonda quel colle
Ogni riso quaggù tesse le frodi;
Perch’impari a morir quando più godi.
Se bevi l’Eritra,
Se il Gange depredi,
Al fin che ti credi?
Le gioie, le perle
Non può possederle,
Chi all’urna sen va.
La ricchezza a chi more è povertà.
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Testo per musica a stampa
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