Sostien diletta mia ch’a mio diletto del Sig. Martino Pesenti cieco à Nativitate
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Poetical text transcription
Sostien diletta mia ch’a mio diletto
Senza cessar dalle tue labbra io penda
Ma co’l labro vermiglio il bianco petto
Avaritia d’amor non mi difenda
Né que’ degl’occhi al mio vorace affetto
Dispettoso rigor prego contenda
Morendo vivrò in te tu in me vivrai
Così ti renderò quanto mi dai.
Se nulla, e in noi di nostro e non v’ha loco
Cosa che possa tua dirsi, né mia
Se ’l mio cor non è mio molto non né poco
Come ’l tuo credo ancor che tuo non sia
Che se tu sei mia fiamma io son tuo foco,
E ciò che brama l’un l’altro desia
Poiché di propria mano Amor ha fatto
E fermato tra noi questo contratto.
Consenti pur, ch’io ti ribacci, e dammi
Ch’io te come tu me, stringa, e abbracci
Pungi ferisci, uccidi e svenir fammi
Fin che l’anima sudi, e ’l core aggiacci
Perpetuo moto habbia le lingue e doppi
Sien delle braccia, e delle labra i groppi.
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Musica a stampa
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