Cantata a voce sola. Del Sig.r Alessandro Stradella
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Poetical text transcription
Già nell’indo emisfero
Con luminoso aspetto
L’alba era uscita a ristorare il mondo
E nel cimerio tetto
Adagiato dall’ombre il popol nero
Sopiva i sensi in dolce oblio profondo,
Quando per dare all’aure
Tributo di sospiri
Così espose Filandro i suoi martiri:
Fra le schiere degl’amanti
Infelice più di me
Dimmi, o ciel, se mai sortì.
Che non sazio dello strazio,
Nè contento del tormento
Mi costringi notte e dì
In un mar d’acerbi pianti
A sommerger la mia fè.
Fra le schiere degl’amanti
Infelice più di me
Dimmi, o ciel, se mai sortì.
Se con tempre sì fiere
Le sfere piovon sempre
A’ miei danni gl’affanni.
Dal rigor[e]
Di lor empio tenor[e]
Saprà l’alma
Sottrar la sua salma.
Ch’a fuggir il furor d’un cielo irato
Ha bastante speranza un disperato.
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Musica manoscritta
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