Lontananza omicida Ludovico Vatio

Published

Identification

Record ID
6991
Musical form
cantata
Alternative title
Lontananza

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura (p. 107-114) ; 220x290 mm
Music format
Partitura

Watermark

Relations

Notes

L’inizio della cantata è caratterizzato da un letterone decorato; è presente sia una cartulazione (53-56) sia una paginazione (107-[114]); la datazione del manoscritto è suggerita da Wotquenne (cfr. Repertori bibliografici); la provenienza veneziana del manoscritto è desunta dalla presenza della filigrana con tre lune crescenti.

Analytical description

1.1: (aria, mi minore, c)
Lontananza omicida
2.1: (recitativo, c)
Come viver poss’io
3.1: (aria, Sol maggiore, c)
Filli mia se talor sento
4.1: (recitativo, c)
Di rugiada feconda
5.1: (aria, la minore, c)
È follia che lontananza
5.2: (aria, mi minore, 3/2)
In Amor fido e costante
6.1: (recitativo, c)
Sovra la spond’ assiso

Poetical text transcription

Lontananza omicida
Carnefice crudel d’un cor ch’adora
Basta per far ch’io mora
Che dal bell’Idol mio tu mi divida.
Lontananza omicida.

Come viver poss’io
Lungi da quel sembiante,
Ch’è il mio Sole il cor mio?
Ah! Ch’in lontane arene
Privo de rai dell’adorato aspetto
Viver non può chi è senza cor in petto.
E se pur crudo Fato
Sotto Cielo straniero
Semivivo, e dolente
Fa, ch’in grembo al martir l’alma men spiri
È portento d’Amor che mi mantiene
Morto alle gioie sue, vivo alle pene.

Filli mia se talor sento
Sussurrar tra frondi ‘l vento
Per temprar i miei martiri
Bacio l’aure che respiri
Acciò volino al tuo core
A narrarti il mio dolore.

Di rugiada feconda
Sul mattino lucente
L’Alba non sorge ad imperlar i fiori,
Che non oda frequente
Il mio cor lacrimar tra fieri ardori.
Ma per pianto ch’io versi
La mia sorte di sasso unqua non frange,
Anzi misero sempre
Quando ridono i fiori afflitto io piango.

È follia che lontananza
D’Amor sciolga la catena
Se col vivere in distanza
Del suo ben s’ha maggior pena.
È follia che lontananza...
In Amor fido e costante
Soffrirò doglie e martiri
Sin che torni a quel sembiante
Che sanar può i miei sospiri
In amor fido e costante
Soffrirò doglie e martiri.

Sovra la spond’ assiso
D’un picciolo ruscello
Così cantò Fileno. E nel vederlo
Correr rapido al mar, disse a quell’acque:
«Il pianto mio vi gonfi» e qui si tacque.

Location

Library
B-Bc — Bruxelles, Conservatoire Royal, Bibliothèque (from parent record)
Shelfmark
690/17

Images

Reference works

Wotquenne 1898-1912: vol. 1, p. 119

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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