Nave che le tempeste Ludovico Vatio
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
L’inizio della cantata è caratterizzato da un letterone decorato; è presente sia una cartulazione (33-36) sia una paginazione (67-[74]); pagina 74 è priva di notazione; la datazione del manoscritto è suggerita da Wotquenne (cfr. Repertori bibliografici); la provenienza veneziana del manoscritto è desunta dalla presenza della filigrana con tre lune crescenti.
Analytical description
Poetical text transcription
Nave che le tempeste
Dell’irato Ocean sprezza e non cura,
Né a calme lusinghiere
Facile presta fede,
Merca gloria immortale. L’Adamante
Perché a colpi più fieri
D’un Bronte affumicato
Generoso resiste fra le gemme
Vanta pregio maggior;
Così oh mia Clori
Se del mio gran rivale
Intrepida schernisci
Le minacce, gl’affetti, i preghi, i pianti,
La reina sarai de’ cor costanti.
Non mi tradir oh cara
Serbami fedeltà.
Da’ tuoi begl’occhi impara,
Che due stelle più fisse il Ciel non ha.
Se del mio amor fu cuna
Quel tuo bel sen, or tomba
Chiudi secreti
I nostri affetti
S’ancora serbasi
Ne sepolcri lampade eterne.
Verranno i momenti
Che i dolci contenti
Amor ci darà.
Più diletta
Quel piacer, che più s’aspetta
Quando lungi è la beltà.
Verranno i momenti
Che i dolci contenti
Amor ci darà.
Sappi Clori adorata,
Che se vanti bellezza
La maggior che qua giù formasse il Cielo
Devi ancor della Terra
Imitarne l’usanza
E il tuo pregio maggior sia la costanza.
Location
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Reference works
Type
Musica manoscritta
Sub-level record