Che gli occhi troppo curiosi sono la rovina del core

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Record ID
6835
Alternative title
Che gli occhi troppo curiosi sono la rovina del core

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
Parte seconda, p. 143-145

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Poetical text transcription

Non ci volete credere
Pupille mie col raggirarvi tanto;
Pria di struggervi in pianto
Pensate bene a quel che può succedere.
Non ci volete credere.

Coll’armonica sua cetra
Toglie Orfeo di braccio a morte
L’adorata sua Consorte,
E pietà dall’ombre impetra;

Ma poi proterno al barbaro comando
De lo Stigio regnante orrido e tetro,
Volgendo il guardo indietro,
Invece di mirar la sposa amata,
Altro non rimirò che l’ombra usata;
E sol del caro oggetto
Un guardo lo privò,
E per troppo mirar nulla mirò.

Dunque a star sempre chiuse o luci ardite
Da le rovine altrui caute apprendete,
E a vezzosa beltà mai non vi aprite
Se dannar non volete,
Qual misera Euridice,
All’inferno d’amor l’alma infelice.

De le ciglia in su le foglie
Sospendete i guardi erranti;
Ch’agli amanti
Un sol guardo spesso toglie
Quel che suole amor concedete.
Non ci volete credere ecc.

Mie pupille curiose
Se del cor siete gelose,
E le rovine sue voi non bramate,
Sapete, che fate?
Perché non arda d’amoroso foco
Guardate poco;
Che se ben vaga beltà
Vi risponde co’ suoi sguardi,
Son bugiardi;
E col manto di pietà,
Benché paiano vestiti,
Son mentiti
E a le preghiere altrui non sanno cedere.

Non ci volete credere
Pupille mie col raggirarvi tanto;
Pria di struggervi in pianto
Pensate bene a quel che può succedere.
Non ci volete credere.

Location

Library
I-Rv — Roma, Biblioteca Vallicelliana (from parent record)
Shelfmark
ARCA VII 24/199

Type

Document type
Testo per musica a stampa
Record level
Sub-level record

Related persons

Monesio, Pietro Giovanni autore del testo per musica