Cantata | Composta per Comando della Serenissima | Principessa Amalia, | e cantata dalla Reale Altezza sua Il felicissimo Giorno | del Nome della Maestà del Rè. | Musica di Giov. Alberto Ristori.

Published

Identification

Record ID
6596
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Germania
Language
Italiano
Date
1735 – 1740
Production
S.l. : copia, 1735-1740
Physical description
1 Partitura (5 c. con paginazione da 1 a 10) ; obl. 220x310 mm
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Notes

Volume con copertine in cartone e dorso in tessuto. La prima e la quarta copertina non presentano alcuna indicazione sul contenuto. Sul verso della prima copertina, in basso a destra, una segnatura barrata (B699) che si riferisce alla vecchia segnatura in uso presso la biblioteca di provenienza del manoscritto (Königliche Privat-Musikaliensammlung, Dresda). La paginazione inizia dal frontespizio da cui si rileva anche il titolo completo. In basso al centro del frontespizio due timbri della biblioteca e in basso a sinistra la nuova segnatura in uso (Mus.2455-I-4). Seguono al frontespizio 7 pagine di musica a 10 pentagrammi aperti con numerazione a centro pagina in basso da 3 a 9. Segue una pagina pentagrammata vuota (pagina 10) e poi l’ultimo foglio di guardia. Sul Catalogo Mengelberg-Ristori erroneamente questa Cantata è citata come raccolta di «4 Arien» ed erroneamente l’organico indicato è «Alto c. strom».

Web resources

Analytical description

1.1: (recitativo, c)
Posa d’un faggio all’ombra
2.1: Vivace (aria, Do maggiore, c)
Di sì bel dardo invano
3.1: (recitativo, c)
Non paventate no, volger pretendo
4.1: Allegro (aria, Fa maggiore, 3/8)
Spiega pur al Ciel le chiome

Poetical text transcription

Posa d’un faggio all’ombra
Di qua non lunge addormentato amore;
E scarco ed ozioso giace lì al piè
Quell’arco suo famoso.
Qual chi scopre celato angue tra fiori
Fuggiro in ravvisarlo Nice, Climene e Clori;
Io m’accostai e questo dardo aurato,
Più dell’altre animosa, ho a lui rubato.

Di sì bel dardo invano
Armar non vo la mano
A te lo scaglio, o Dori,
in sen Licori a te.
Ninfe a ragion fuggite,
che piccole ferite
mai stral d’amor non fè.

Non paventate no, volger pretendo
La dorata sua punta in miglior uso:
Incider voglio in più d’un tronco il nome;
Ch’oggi da noi s’onora e per cui festa
Fanno a gara la Reggia e la foresta.
Fausto a me si presenta
Questo (simbol di Pace)
Amico ulivo ed è sì verde e vivo,
Che sembra già che il grand’onore ei senta.

Spiega pur al Ciel le chiome
Pianta lieta, pianta bella,
Di guardarti da procella
Questo nome il vanto avrà.
Degno ben che in ogni core
Di sua man lo scriva amore
Come impresso in sen mi sta.

Location

Library
D-Dl — Dresden, Sächsische Landesbibliothek - Staats-, und Universitätsbibliothek
Shelfmark
Mus.2455-I-4

Images

Reference works

Mengelberg 1916: p. 145

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Monographic record