Di Giuseppe Avitrano
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Il tit. si ricava dall’intitolazione
Analytical description
Poetical text transcription
Già che sei sì ostinata
O mia vaga tiranna in discacciarmi
Discaccia ancor almeno
Da te longi il mio cor
Che men spietata sarai
Se rendi il tolto all’altrui seno.
Rendimi il mio cor Clori crudele
Ei piacer non ti può
Se sprezzi ch’il portò
Perché è parte miglior del sen fedele
Rendimi il mio cor Clori crudele...
Ma tu forse che vedi
Qual sia grave dolore
Far che senza del core
Viva un petto svenato,
Il mio mi nieghi
Non perché ei ti sia grato
Ma perché cresce intanto
Con tal rigor di sua fierezza il vanto.
Quando amor nell’accesa sua sfera
S’ideò le tue forme vezzose
Di pene, e diletto un composto mischiò.
Onde a farti sì vaga e sì fiera
Sol nel volto ti sparse le rose
E il tuo cor poi di spine formò.
Quando amor nell’accesa sua sfera
Ma se del mio penar tanto sei vaga
Una sol voce ascolta almen crudele,
Che la tua voglia in questo io farò paga.
Ascolta ascolta ti sarà gradita
Perché l’estrema sia de la mia vita.
Dolce furia che l’alma tormenti
Con doppio martire di sdegno e beltà
Godi pure compita i contenti
Ch’io vado a morire per tua crudeltà.
Dolce furia che l’alma tormenti...
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Musica manoscritta
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