Il demofonte S. Carlo 1770 Terzetto a tre voci obligate due canti, et alto con più strumenti obligati del Signor D. Niccolò Jommelli
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Terzetto da Demofoonte (I,13), Napoli, Real Teatro di S. Carlo, 1770; secondo il libretto della rappresentazione, quest’aria fu cantata da Marianna Bianchi-Tozzi (Dircea), Giuseppe Aprile (Timante), Pietro Santi (Matusio); il manoscritto apparteneva alla collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca alla sua morte.
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Analytical description
Poetical text transcription
[Dircea]
Padre perdona... [Matusio] Oh pene!
[Dircea]
Prence rammenta... [Timante] Oh dio!
[Dircea] Giacché morir degg’io...
Potessi almen parlar!
[Timante] Ah non morrai... [Dircea] T’arresta!
[Matusio] Pria nel tuo seno... [Dircea] Ah ferma!
Misera in che peccai,
In che vi offesi oh numi?
[a 3]
Barbari numi ah questa
È troppa crudeltà.
[Dircea]
Ecco a morir m’invio
Misera, io vado, addio.
Perdo in un solo istante
Lo sposo, il padre, il figlio
Né posso in tal periglio
Cercare almen pietà.
[Timante]
Parte l’amato bene
Ed io qui resto intanto.
[Matusio]
Perdo l’amata figlia
Ed io ricorro al pianto.
[a 2]
Ah no, vendetta oh core
Armati di furore
Punisci l’empietà.
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Musica manoscritta
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