Costanza mio core
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Costanza mio core
Resisti se puoi
Or ch’i stimoli suoi prepara Amore
E con armi fatali
Cerca imprimere al sen piaghe mortali.
Con flagello irreparabile
L’inespugnabile
Tua fortezza abbatter tenta
Né paventa
Del suo fiero rigor l’invitto aspetto
Che per ferirti il petto
Con mortifero dardo
Di tiranna beltà
Gli basta un guardo.
In sì perversa sorte
Che soccorso al tuo mal porger disegni
Mentre per darti morte
Cupido a danni tuoi move i suoi dardi
E con iniqua forza
A piangere, a languire ogn’or si forza.
Condannare in servitù
Nobil alma è gran viltà
Duro usbergo ha la virtù
Che resiste alla beltà.
All’assalto superbo
D’un volto troppo stolto
A chi vinto si rende
Ben è saggio chi ardito contende
Che pugnar con beltade è gran valore.
Costanza mio core...
Se d’animoso ardire
L’avanguardia de sensi armar non curi
Fra i legami più duri
La pena pagherai del tuo desire
Idolatrando un viso
L’Inferno proverai nel Paradiso.
D’un ciglio adorato
Il timido orgoglio
È flutto spietato
Che frange ogni scoglio.
E l’Egeo dove nuota Amor tiranno
Con mascherato inganno
Fra tempeste di gel chiude l’ardore
Costanza mio core...
Così protervo Duce
Deve fuggir che la prudenza ha seco,
Che la scorta d’un cieco
Sempre a vie disastrose il piè conduce
E nel mar delle pene,
Raggio d’aerea speme,
Non placa del martir l’onda spumante,
Perché sol per penar nasce un amante.
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Musica manoscritta
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