Cantata di Pietro Simone Agostini
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Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Letterone iniziale "E"
Analytical description
Poetical text transcription
Entro caverne opache
E solitarie grotte
Piango del mio bel sol i rai lucenti
Ma perché de miei stenti è sol compagna
La tenebrosa notte
Forz’è ch’io mora oh Dio
In sempiterno oblio.
Tacete ohimè tacete
Mie voglie insane e sconsigliati amori
Disperato è l’gioir tra questi orrori.
Uccidetemi pure
Dogliosi martiri,
Tiranne sventure,
Penosi sospiri,
Uccidetemi pure.
Tra lacci e tra catene
Mio cor infelice
S’hai perso il tuo bene
Non sperar conforto,
Sei perso, sei morto.
Ma in quest’orrido speco
Chi mi consola oh Dei
Né pur pietosa un’eco
Risponde a’ dolor miei.
Ah ch’io disperdo ai venti
Le mie querule voci i miei lamenti.
E se in oscura tomba
Io già sepolta sono
E già di morte il tuono a me rimbomba
Non dimando pietà, morte vi chiedo;
O d’un astro fatal strana possanza
Se in tanti guai ne pur sperar m’avanza.
Stelle, destino, sorte
Non mi può spriggionar nemen la morte.
Laceratemi almeno
Voi perfidi affanni
Squarciatemi il seno
Spietati tiranni.
Sparita è la mia luce
Più viver non curo
Perché non riluce
Il sole ch’adoro
Io manco, io moro.
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Musica manoscritta
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