Cantata 5 con VV.ni Che vidi oh ciel che vidi /De D. Domenico Scarlatti
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
Che vidi oh ciel, che vidi
Langue Tirsi, e il sembiante
Tutto ha già sparso di color di not[t]e
E la fedel consorte
Stagli pietosa, e in un dolente accanto
Richiamando entro al core
Qualche aspro dolore
Sopra i lumi le spinge amaro pianto.
O come ancor tacendo
Par che guardi, ella favelli e dica:
Tu parti e m’abbandoni?
Ah se già fece amor de voler nostri
Un sol volere, t’arresta
E aspetta solo tanto
Che per pietà, per pietà m’uccida il duolo.
Ben crudele è chi la mira
E non piange e non sospira,
E non ha di lei pietà.
Tema e duol le opprime il seno
Virtù che al pianto è freno
Maggior pena al cor le dà.
Priva del caro bene
Fille dunque dovrà trarre i suoi giorni
Sempre tra affanni e pene?
Oh dio che parlo! Dove
Mi guida un rio timor?
Tacete funesti miei pensieri
O con più grati accenti
Parlate al mesto cor se saggi siete;
Forse talor col velo
Di torbida sventura
Non copre i doni suoi provvido il cielo?
Chi sa che la sua doglia
Pietà destando non raddoppi amore
E quindi il gentil fiore
Non sorga ad appagar l’altrui desiri,
Onde madre si miri
Di vago pastorel che nei consigli
Il suo gran padre e lei virtù somigli.
Sì che non mai dal vero
Mia fatidica mente andò lontana.
Già il vedo entro il pensiero
Di bianco e dolce aspetto
Di biondo crine e d’ogni pregio adorno,
Vezzosa mente a lei scherzando intorno.
Se nube oscura
Ricopre il giorno,
Orrido il cielo
Freme d’intorno,
Empie d’orror.
Ma se un umore
Poscia si scioglie
Mira il pastore,
Tra verdi foglie,
Nascere il fior.
Location
Images
Type
Musica manoscritta
Sub-level record